Se vi incamminate sugli strati di memoria che avvolgono la città e vi insinuate nel dedalo di viuzze dove l’intrigo del passato schiude a squarci di meraviglia, potreste incontrare chi ancora custodisce i segreti di arti antiche.
Al viaggiatore attento ogni particolare può regalare mondi inattesi così che sbirciando nelle botteghe o nelle finestre la vita vi può apparire piena, quasi da togliere il fiato.
In certi giorni poi quando il sole penetra nella trama della città lungo i vicoli, i colori si mescolano a suoni e profumi e le voci sono il ritmo di una musica antica e sempre nuova.
Lo troverete lì, tra i legni che profumano sottili l’aria, il tempo fermo nella sacralità di un’arte antica.
Le mani a far vibrare la materia sotto la carezza dei suoi attrezzi quasi a precedere le armonie che nascono al tocco dello strumento. 
Violino: corpo di fattezza sinuosa che apre ad emozioni travolgenti a volte languide in grado di trasportare l’anima oltre il limite del sensoriale. 
Talvolta si ferma e guarda le sue creazioni, con l’occhio innamorato sempre più del loro corpo “femminile”. Allora nel suo sguardo perso puoi cogliere quella mistica sensazione di abbandono che riempie chi sa vivere di passioni. (continua dopo le fotografie)
Tu puoi leggerla ed immaginare tutta la forza della musica che scuote e inebria, lasciarti andare e incantarti dietro i suoi gesti sapienti, mentre il suo gatto ti osserva acciambellato sul davanzale della sua finestra, squarcio sul mondo che passa e guarda.
Lo sguardo nella sua finestra, cornice del tempo e della memoria, ti lascia incantato come davanti ad un’opera d’arte.
Allineati sul filo sospeso a mezz’aria i ponticelli dei suoi violini sono pennellate di un paesaggio surreale avvolto nel fumo della sua sigaretta. Li tra la gabbia del canarino e il suo banco di lavoro Gaetano trasforma l’acero marezzato dei Balcani e l’abete di risonanza, legni puri che sceglie con cura, lascia stagionare per anni per poi farli passare tra le sue mani.
Allora il bosco dei violini prende vita e il suo profumo insieme al suono, diventa nelle mani dei giovani allievi del vicino conservatorio, armonia.
Strumenti uguali a se stessi ma pur sempre diversi i suoi, che girano il mondo portandosi dietro il sapere dei maestri liutai della tradizione napoletana del settecento. 
Maestri dai quali Gaetano ha libato e succhiato come latte materno gesti vitali di conoscenze e competenze preziose, che rivivono in lui da oltre un ventennio.
Il suo laboratorio è ospitato dal 1999 all’interno di Palazzo Sansevero dove intaglio, intarsio, modellatura, tecniche che lo hanno laureato maestro d’arte, fanno di lui a 43 anni uno dei punti di riferimento per la realizzazione di opere artigianali di grande pregio. (Maria Esposito)
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